L'Europa cosi come si sta realizzando e un affare solo per il potere finanziario e le nomenclature politiche e ora che si faccia l'Europa dei popoli partendo dalle radici dei popoli europei.

 

La costituzione di un Europa dei popoli non può prescindere che dal superamento degli stati nazione, cosi come oggi li conosciamo fino alla loro scomparsa, e da un collegamento più diretto, tramite il federalismo, tra enti locali, realtà regionali ed Europa stessa.

 

In tutti i paesi europei cresce la domanda di più autonomia e poteri verso il basso: comuni, realtà regionali, che costringe gli stati nazionali a cedere potere verso il basso, allo stesso tempo L'EUROPA chiede sempre più spazio e poteri svuotando a sua volta gli stati nazionali.

 

E questione solo di pochi anni e si arriverà al vero conflitto di interessi tra l'Europa dei popoli senza più barriere legate al vecchio nazionalismo degli stati nazione, ha l'Europa dei burocrati e della nomenclatura che vuole conservare il proprio potere e i propri privilegi mantenendo in piedi gli antiguati stati nazione e costituire un Europa al servizio dei potentati economici e finanziari.

 

L'Europa dei popoli deve partire dalle sue radici CRISTIANE che sono un dato di fatto incontestabile e accomuna tutti i popoli Europei

NO ALL'ENTRATA DELLA TURCHIA.

L'Accettazione del libero mercato con una forte componente sociale e alla base da sempre delle politiche economiche europee.

NO AL CONSUMISMO SFRENATO E ALLA GLOBALIZZAZIONE.

 

FRASE TRATTA DA -L' EUROPA A UNA DIMENSIONE- 12/02/2003-

AUTORE : Mons. Michele Pennisi

Il Vecchio Continente deve decidere se la "patria comune europea", come si dice non senza un pizzico di retorica, debba essere un'Europa solo di mercanti e bottegai o debba fondarsi innanzitutto su un'intesa culturale e spirituale basata su un fecondo intreccio di molteplici valori e tradizioni.